Unsere Fehlschläge

Im Jahr 1928 kehrte Alexander Flemming (schottischer Bakteriologe) nach einem kleinen Urlaub in sein Labor zurück, um seine Bakterienkulturen zu kontrollieren. Schon seit 1922 war er auf der Suche nach einer Möglichkeit, die damals herrschenden bakteriellen Krankheiten zu bekämpfen und wurde dafür nicht ernstgenommen. Eine Kultur war mit einem Schimmel kontaminiert und für Flemming schien es ein FEHLSCHLAG zu sein. Seine Neugier brachte ihn aber dazu, den Schimmel genauer zu studieren. Die Entdeckung Flemmings am 28 September 1928 startet die Geschichte der Antibiotikatherapie.

„Bei dem dritten Hahnkrähen…“ (Lk 23:60-62) hat Petrus soeben Jesus zum dritten Mal verneint und ihre Blicke kreuzen sich. Das vorhergesagte Versagen überrollt Petrus mit aller Kraft und er flieht weinend. Wahrscheinlich war in Petrus ein Gemisch von verschiedenen Gefühlsmomenten wie Schuld, Schande, Minderwertigkeit oder Verzweiflung.

In unserem Leben können wir uns durchaus in Situationen wiederfinden, wie Flemming oder Petrus. Wir versuchen mit den besten Absichten unsere Ziele zu erreichen, aber es endet mit einem Fehlschlag! Das negative Eigengericht über unser falsches Handeln geht Hand in Hand mit der Schande, die man über sich selbst gebracht hat. Vielleicht wird sogar unsere Selbtstanklage und -verurteilung von unserem sozialen Umfeld verstärkt und wir bleiben ohne einen Freispruch.

Wir neigen dazu, unseren Fehlern eine dauerhafte Macht in unserem Leben zu geben und sind überzeugt, dass Gott und andere Menschen uns so nicht lieben können. Jedoch will Jesus in DIR etwas NEUES gestalten (Jesaja 61:1-3), er will in DEINE Herzenswüste eine neue Blüte bringen (Jesaja 41:18,19). Unser Gott ist ein Gott von „second chances“ (zweiten Chancen) (Lk 23:42-43); ein Gott der DEINE Fehlschläge in Erfolge umwandelt (Lk 15:11-31); ein Gott der sich für DICH aufgeopfert hat, um DICH von all deinen Fehlern u. Fehlschlägen immer wieder neu freizusprechen und eine intime Beziehung mit IHM zu haben (Joh 3:16-17). 

Jesus hat immer einen zweiten Plan für DICH, genauso wie er für Petrus einen hatte: ihre Blicke kreuzten sich wieder, aber diesmal ohne Schuld, Schmerz und ohne Schande. Eine einfache Frage, 3 Mal wiederholt: Petrus, liebst du mich? (Joh 21:15-17). Seine Antwort: „Ja Herr, du weißt, dass ich dich liebe!“

Fragen für die Woche:

  • Wie oft lässt du zu, dass deine Fehler die Oberhand in deinem Leben gewinnen?
  • Wie oft hast du alleine versucht deine Wege zu beschreiten?
  • Was antwortest du auf Jesus immer wiederkehrende Frage: „Liebst du mich“?

Auch wenn du einen Fehler machst, DU BIST KEIN FEHLER!


I nostri fallimenti

Nel 1928 Alexander Flemming (batteriologo scozzese) tornò nel suo laboratorio dopo una breve vacanza per controllare le sue colture batteriche. Era alla ricerca di un modo per combattere le malattie batteriche presenti in quel momento dal 1922 e non fu preso sul serio per questo. Una cultura è stata contaminata da una muffa e per Flemming sembrava essere un fallimento.       Tuttavia, la sua curiosità lo portò a studiare più da vicino la cultura in questione. Il 28 settembre 1928 iniziò la storia della terapia antibiotica con la scoperta di Flemming.

“Al terzo canto del gallo…” (Lc 23: 60-62) Pietro ha appena rinnegato Gesù per la terza volta e i loro occhi si incrociano. La potenza del predetto fallimento travolge Pietro e lui fuggì piangendo. Probabilmente in Pietro c’era un misto di sentimenti tra il senso di colpa, la vergogna, il senso d’inferiorità come anche la disperazione.

Sicuramente, nella nostra vita possiamo trovarci in situazioni come Flemming o Pietro. Cerchiamo di raggiungere i nostri obiettivi con le migliori intenzioni, ma finisce con un fallimento! L’auto-giudizio negativo sulle nostre azioni sbagliate va di pari passo con la vergogna che sentiamo dentro di noi. Probabilmente la nostra auto-accusa e l’auto-condanna è amplificata dall’ambiente sociale che ci circonda e rimaniamo senza una via d’uscita.

Tendiamo a dare ai nostri errori un potere permanente nella nostra vita e siamo convinti che Dio e le altre persone non potranno amarci cosi. Tuttavia, Gesù vuole creare qualcosa di NUOVO in TE (Is 61: 1-3), vuole far rifiorire il deserto nel tuo cuore (Is 41: 18,19). Il nostro Dio è un Dio delle seconde possibilità (Lc 23,42-43); un Dio che trasforma i TUOI fallimenti in successi (Lc 15: 11-31); un Dio che si è sacrificato per TE per assolverti da tutti i tuoi errori e fallimenti e ristabilire nuovamente un rapporto intimo con LUI (Gio 3: 16-17).

Gesù ha sempre un secondo piano per TE, proprio come ne aveva uno per Pietro: i loro occhi si incontrarono di nuovo, ma questa volta senza colpa, dolore e vergogna. Una semplice domanda ripetuta 3 volte: Pietro, mi ami? (Gio 21: 15-17). La sua risposta: “Sì Signore, sai che ti amo!”

Domande per la settimana

  • Quante volte permetti ai tuoi errori di comandare la tua vita?
  • Quante volte hai provato a seguire la tua strada in modo indipendente?
  • Come rispondi alla domanda di Gesù: “Mi ami”?

Anche se fallisci, NON SEI UN FALLIMENTO!


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